Le dimensioni dell’aggregazione e della socializzazione: il caso del Comune di Roma. (Contributo in atti di convegno)

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  • Le dimensioni dell’aggregazione e della socializzazione: il caso del Comune di Roma. (Contributo in atti di convegno) (literal)
Anno
  • 2006-01-01T00:00:00+01:00 (literal)
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  • Rissotto, A., Calabria, A. & Lastaria, I. (2006)
    Le dimensioni dell’aggregazione e della socializzazione: il caso del Comune di Roma.
    in Psicologia per la politica e l’'empowerment individuale e sociale. Dalla teoria alla pratica, Lecce (Italia), 7-9 settembre 2006
    (literal)
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  • Rissotto, A., Calabria, A. & Lastaria, I. (literal)
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  • 45 (literal)
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  • Rissotto, A., Calabria, A., Lastaria, I. (literal)
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  • 3 (literal)
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  • Con questo contributo si intende presentare un’iniziativa realizzata nell’ambito di un percorso di valutazione partecipata dei Centri di aggregazione e socializzazione per adolescenti del Comune di Roma finalizzato alla costruzione di un Sistema di indicatori di qualità. Il percorso di valutazione è stato realizzato dall’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR di Roma in collaborazione con la cattedra di Psicologia di Comunità, Facoltà di Psicologia 2 della “Sapienza”, su incarico dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma. I Centri di aggregazione e socializzazione per adolescenti sono servizi “giovani”, nati da una ventina d’anni, e sviluppatisi recentemente grazie alle risorse messe a disposizione dalla legge 285/97 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza”, in assenza di un modello condiviso di riferimento. Di conseguenza, nella fase iniziale del percorso di valutazione è stato necessario individuare le dimensioni che possono descrivere il lavoro dei Centri di aggregazione e socializzazione. Ciò ha consentito di definire l’oggetto della valutazione e, allo stesso tempo, ha creato i presupposti per sopperire all’attuale mancanza di regolamentazione di questa tipologia di servizi. Infatti, un primo dato che è emerso con forza, è stata la differenziazione delle risposte date dai Centri ai bisogni degli adolescenti secondo il contesto territoriale in cui si trovano ad operare. Ad esempio, nei territori con una buona presenza di servizi, il Centro di aggregazione oltre ad accogliere l’utenza, indirizza anche all’utilizzazione dei servizi più appropriati rispetto ai problemi di cui i ragazzi e le loro famiglie possono essere portatori. Nei contesti territoriali meno attrezzati, invece, il Centro può assumere la funzione di riferimento costante e significativo non solo per gli adolescenti ma per l’intera collettività.Il radicamento dei Centri nel territorio consente a questi di sostenere le esperienze messe già in atto da altri attori e, al tempo stesso, permette ai Centri di arricchirsi delle azioni che si svolgono abitualmente nel territorio.Ragionare in termini di dimensioni descrittive ha significato interrogarsi sulla natura del servizio, stabilendo quali sono le componenti di base che lo contraddistinguono. Successivamente ciascun Centro è stato caratterizzato sia rispetto alla presenza/assenza di ciascuna dimensione, sia rispetto all’importanza che ciascuna dimensione assumeva al suo interno. Si è visto, così, che ogni Centro realizza una serie di attività che si combinano variamente tra loro, sebbene, come è stato evidenziato dal lavoro svolto, ci sono alcune esperienze simili. Le dimensioni descrittive sono state costruite in modo partecipato, coinvolgendo i tecnici di 10 Municipi e del V Dipartimento del Comune di Roma e i responsabili e gli operatori di 28 Centri, che hanno preso parte ad un ciclo di 15 incontri coordinati dai ricercatori del CNR e dell’Università. Lo sviluppo delle dimensioni è stato guidato da alcune domande stimolo relative alla natura di ciascuna dimensione, ai risultati attesi, ai beneficiari, ai contesti di riferimento, ai processi e alle risorse che supportano il buon funzionamento del particolare tipo di attività incluso nella dimensione. Le dimensioni sono distinte in generali e specifiche. Le prime riguardano aspetti comuni a tutti i Centri e fanno capo ad elementi strutturali, alla gestione dei Centri nell’interfaccia con l’Ente pubblico, alle risorse umane, alle attività di back office e alle modalità di accesso al Centro. Le dimensioni specifiche, invece, comprendono le attività svolte con i ragazzi all’interno del Centro (strutturate, cogestite e libere), l’educativa territoriale, lo sviluppo di comunità, il lavoro con la scuola e il lavoro con i genitori. Le dimensioni specifiche, che saranno discusse più diffusamente, sono quelle che rendono conto delle differenze tra i Centri. Alcuni di questi, ad esempio, offrono ai ragazzi un’ampia gamma di attività laboratoriali, mentre altri sono proiettati prevalentemente all’esterno e coinvolgono i ragazzi in attività di educativa di strada e/o di sviluppo di comunità. In quest’ultimo esempio il Centro è uno spazio che genera iniziative sul territorio, riproduce partecipazione e forma i soggetti alla gestione della vita della propria comunità.La valutazione partecipata dei Centri di aggregazione e socializzazione, di fatto, ha rappresentato uno strumento per delimitare i “confini” dei Centri ed elaborare un lessico comune, facilitando così il lavoro di connessione tra i soggetti coinvolti a vario titolo nella realizzazione di tali servizi. Inoltre ha avviato la riflessione sulle esperienze fin qui sviluppate e il confronto sui modelli adottati, partendo dal punto di vista degli operatori dei Centri e dei tecnici dei Municipi, con lo scopo di aiutare questi attori a capire quali siano i processi più favorevoli per raggiungere gli obiettivi. (literal)
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  • ISTC-CNR (literal)
Titolo
  • Le dimensioni dell’aggregazione e della socializzazione: il caso del Comune di Roma. (literal)
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